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| Olivi danneggiati dal freddo |
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Le basse temperature registrate nel dicembre 2009, talora accompagnate da forti nevicate e da un inverno prolungato, hanno provocato danni alle piante in alcuni areali olivicoli del centro-nord Italia. In alcuni casi, i danni sono rimasti limitati alle varietà più sensibili con problemi di ammarronamento delle foglie e filloptosi o fessurazioni ai rami di un anno. In altre situazioni i danni hanno interessato le branchette di 2-3 anni fino, nei casi più gravi, a compromettere le branche primarie e addirittura il tronco (fessurazioni e spaccature sulla corteccia, imbrunimento della zona cambiale), richiedendo interventi di ristrutturazione delle piante da valutare attentamente nei tempi e nelle modalità. L’esposizione a est dell’oliveto può risultare più pericolosa per i danni da freddo a causa delle maggiori escursioni termiche che si verificano tra il giorno e la notte. Piante giovani, con tessuti più teneri, risultano più sensibili rispetto alle piante adulte. Le varietà evidenziano differenze di comportamento a seguito di abbassamenti di temperatura. Tra le cultivar più sensibili al freddo si segnalano Coratina, Frantoio, Moraiolo e genotipi ad esse assimilabili, tra quelle più tolleranti il Leccino, il Piantone di Mogliano, la Bianchera. La Nostrale di Rigali è stata descritta in Umbria come la più resistente al freddo dopo la gelata del 1956, ma trasferita in zone umide evidenzia seri problemi agronomici e sanitari. |
