La produzione mondiale

La produzione di olio di oliva nel mondo media annua ammonta 1.700.000 tonnellate, a cui i paesi dell' unione europea partecipano per oltre il 70%. La Spagna ha la fetta più grande dell'aerogramma europeo, il 38%, l'Italia tallona con il 37% seguita da Grecia 23%, Portogallo 2% e Francia 0,2%.

Malgrado la sua posizione produttiva di tutto rispetto (in media 500.000 tonnellate), l'Italia è affamata di olio di oliva necessari ad alimentare il consistente consumo interno e l'industria olearia, quindi ne importa (più facile, a quanto pare, dell'incentivare la produzione) grosse quantità.

Così arrivano ogni anno 2-300 mila tonnellate di olio di oliva straniero (da Grecia e Spagna ma anche da Tunisia, Turchia, Marocco) spesso riciclato come italiano negli extravergini presenti sugli scaffali di supermercati e negozi o riavviato all'esportazione. Proprio così, l'olio di oliva riclolore (è quello che lo è diventato) vola in Giappone, Stati Uniti, Germania, Inghilterra: siamo secondi solo alla Spagna nel mandare all'estero l'oro verde.

Questi dati fanno ben comprendere la grande importanza del comparto oleicolo nel quadro della economia nazionale. Il vivace interscambio con l'estero ha registrato, solo qualche decennio fa, un deficit di oltre 200 milioni di Euro, dovuto alle massicce importazioni soprattutto di olio di oliva vergine e lampante (rispettivamente il 62% e il 29% dell'import). L'aumento sensibile dei volumi importati di oli di oliva vergini commestibili e il ridimensionamento della quota dei lampanti è legata al progressivo spostamento dei consumi, non solo in Italia, dall' olio di oliva verso l'extravergine; ne consegue una minore rilevanza dell'industria di raffinazione a vantaggio delle attività di miscelazione (cioè l'assemblaggio di 2 o più oli di varie provenienze) e confezionamento di extravergine di oliva.

Da un punto di vista organolettico i blend (le miscele) possono essere olio rispettabili, piacevoli e ben fatti, ma non andrebbero fatti passare per quello che non sono con la compiacenza di etichette poco chiare!